Dal 5 luglio 2017 entreranno in vigore nuove regole per le attività di compro oro, è quanto prevede la Gazzetta Ufficiale n. 141 del 20 giugno 2017.

Il decreto del governo ha l’obiettivo di regolamentare un’attività commerciale intorno alla quale gravitano molto spesso interessi legati al riciclaggio di denaro ed a i proventi di attività illecite e anche interessi legati ad operatori non professionali.

Nel decreto troviamo la definizione dell’attività di compro oro mediante l’istituzione di un registro degli operatori professionali che è obbligatorio per tutti, tranne le banche. Gli operatori dovranno essere iscritti all’ OAM  (organismo che gestisce gli elenchi degli agenti finanziari e i mediatori creditizi) e per potersi iscrivere il titolare del negozio di “compro oro” deve detenere la licenza per l’attività relativa alla materia “oggetti preziosi” di cui all’art. 127 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza.

L’operatore del negozio di compro oro dovrà identificare il cliente prima di eseguire l’operazione, in base alla normativa antiriciclaggio. Il decreto inoltre, abbassa la soglia per l’utilizzo del denaro contante da 1000 a 500 euro. Per cifre superiori restano validi gli strumenti che garantiscono la tracciabilità della transazione finanziaria come bonifico bancario o assegno.

Ogni operatore dovrà accendere un conto corrente esclusivo dove fare passare tutte le transazioni del negozio. Per ogni transazione inoltre, l’operatore dovrà registrare una serie di dati quali dati anagrafici del cliente, il costo della transazione e il metodo di pagamento, la descrizione dell’oggetto, la quotazione dell’oro riconosciuta oltre a un paio di foto dell’oggetto prezioso.

Una ricevuta contenente i dati della transazione deve inoltre essere rilasciata al cliente e i dati anagrafici del cliente, le schede numerate e copia della ricevuta rilasciata al cliente dovranno essere conservate per 10 anni.

Le operazioni sospette dovranno essere segnalate all’ UIF (Unità informazione finanziaria della Banca d’ Italia). In caso di inosservanza di tali norme sono previste pesanti sanzioni a carico degli operatori dell’attività di compro oro quali:

  • Reclusione da 6 mesi a 4 anni e multa da 2000 a 1000 euro in caso di esercizio dell’attività senza essere all’apposito registro di competenza.
  • Sanzione amministrativa di 1500 euro in caso di inosservanza dell’obbligo di comunicazione della transazione all’ AOM.
  • Sanzione amministrativa da 1000 a 1000 euro in caso di omessa identificazione, mancata conservazione dei dati e dei documenti della transazione e per il superamento del limite dei 500 euro per il denaro contante.
  • ‘omessa o tardiva segnalazione di operazione sospetta è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro.
  • L’accertamento di due violazioni nel triennio può inoltra scattare la sospensione dell’esercizio dell’attività da 15 giorni a tre mesi e l’inosservanza di tale provvedimento è sancita con una sanzione amministrativa da 10000 a 30000 euro.

Il decreto legislativo n.92 del 25 maggio 2017 può essere letto da questo indirizzo